Quest'opera può essere interpretata come la volontà di Gogol', e con lui di molti altri scrittori dell'epoca, di ribellarsi all'idea di stampo illuminista secondo la quale tutto ciò che era reale era anche comprensibile. Con la conseguenza che ciò che non rientrava nella sfera della comprensione doveva essere per forza irreale. Questo racconto grottesco e umoristico può offrire diversi spunti: ad esempio, il naso che si stacca dal volto può essere inteso come una metafora dell'opera d'arte che si distacca dal suo autore, arrivando ad esserne indipendente e certe volte a superarlo.
Inoltre, Gogol' con questo racconto ha voluto muovere severe critiche alla società russa, incredibilmente gerarchizzata ed estremamente imbrigliata nella burocrazia, e al macchinoso apparato statale. Tanto rigido da permettere ad un naso di diventare un personaggio rispettabile, purché abbia i gradi.
L'autore traccia i lineamenti di una città dove tutto può accadere: grandissima, solenne e imperiale, nelle cui strade ci si poteva imbattere in ogni tipo di soggetto possibile ed immaginabile, teatro di stregonerie e di avvenimenti surreali...quasi avesse un'anima malefica.
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