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domenica 26 ottobre 2014

"IL NASO" di Nikolaj Gogol'

"Il Naso" di Nikolaj Vasil'evič Gogol' è un piccolo capolavoro scritto nel 1836. Fa parte di una raccolta di racconti ambientati a Pietroburgo. La grandezza di questo breve testo sta nel fatto che Gogol' descrive la vita quotidiana dell'epoca collegandola ad un avvenimento di fantasia. In questo racconto, infatti, si narra la storia di un naso che si stacca dal volto di un uomo, rifiutandosi di tornarci. Il naso, travestito per non farsi riconoscere, gira per le vie di Pietroburgo e soltanto alla fine accetta di consegnarsi al legittimo proprietario. 
Quest'opera può essere interpretata come la volontà di Gogol', e con lui di molti altri scrittori dell'epoca, di ribellarsi all'idea di stampo illuminista secondo la quale tutto ciò che era reale era anche comprensibile. Con la conseguenza che ciò che non rientrava nella sfera della comprensione doveva essere per forza irreale. 
Questo racconto grottesco e umoristico può offrire diversi spunti: ad esempio, il naso che si stacca dal volto può essere inteso come una metafora dell'opera d'arte che si distacca dal suo autore, arrivando ad esserne indipendente e certe volte a superarlo.
Inoltre, Gogol' con questo racconto ha voluto muovere severe critiche alla società russa, incredibilmente gerarchizzata ed estremamente imbrigliata nella burocrazia, e al macchinoso apparato statale. Tanto rigido da permettere ad un naso di diventare un personaggio rispettabile, purché abbia i gradi.
L'autore traccia i lineamenti di una città dove tutto può accadere: grandissima, solenne e imperiale, nelle cui strade ci si poteva imbattere in ogni tipo di soggetto possibile ed immaginabile, teatro di stregonerie e di avvenimenti surreali...quasi avesse un'anima malefica. 

mercoledì 24 settembre 2014

"NON E' UN PAESE PER VECCHI" di Cormac McCarthy

Cormac McCarthy realizza un vero capolavoro: dialoghi serrati, scene che scorrono veloci e coinvolgimento totale. Non si sofferma troppo sulla forma della scrittura, sui fronzoli...va dritto al cuore di ciò che vuole raccontare, senza giri di parole.

"Non è un paese per vecchi" è un libro che, al di là della crudezza e della follia della vicenda, nasconde una morale, la quale si evince attraverso le gesta di Llewelyn Moss, che un giorno si imbatte in una borsa piena zeppa di dollari, Anton Chigurh, killer tanto spietato quanto flemmatico, e Tom Bell, vecchio sceriffo che tenta di salvare il protagonista dall'incredibile guaio in cui si è cacciato. 
Gli avvenimenti dei tre personaggi sono intervallati dal flusso di coscienza dello sceriffo: riflessioni profonde e a tratti commoventi, attraverso le quale riusciamo a capire la morale che Cormac vuole impartire: il passato incide sulle azioni presenti e future di tutti noi più di quanto pensiamo o speriamo. Siamo tutti figli di ciò che abbiamo fatto, vissuto, amato e odiato.

"Tu credi che quando ti svegli la mattina quello che è successo ieri non conta. Invece è l'unica cosa che conta. La tua vita è fatta dei giorni che hai vissuto. Non c'è altro. Magari pensi di poter scappare via e cambiare nome o non so cosa, di ricominciare daccapo. E poi una mattina ti svegli, guardi il soffitto, e indovina chi è la persona sdraiata nel letto?"

Lo scrittore americano, con dialoghi immediati e talvolta molto crudi, fa arrivare al lettore quella che è la sua opinione sul mondo di oggi:  una società dove la violenza è diffusa e ingiustificata...quasi fosse normalità. Una perdita di principi e moralità che non porterà a niente di buono. Il mondo è cambiato talmente in fretta rispetto a quando lo sceriffo era giovane che quest'ultimo non è riuscito ad adattarsi a tali cambiamenti. Non riesce a spiegarsi il perché delle incredibili situazioni alle quali si trova ad assistere...troppo spesso in una situazione di impotenza.

Chigurh è senza dubbio il personaggio più affascinante: psicopatico, calmo, determinato e conciso. Ha i suoi principi e li segue fino alla fine. E' probabilmente l'unico soggetto del libro ad avere una sua morale, seppur discutibile. La sua personalità appare chiara con questa semplice frase: "Io non ho nemici. Non permetto che esistano".