venerdì 3 aprile 2015

"IL MURO" di Jean-Paul Sartre

"Il Muro" è un libro composto da cinque racconti pubblicati nel 1939, uno degli esempi più significativi della narrativa del filosofo francese Jean-Paul Sartre. Le cinque novelle narrate hanno la forza di penetrare le parti più intime dell'uomo, andando a scovare la follia, la velleità e la ricerca di identità che caratterizzano l'essere umano, ma che spesso rimangono nascosti in profondità.
Il muro è anche il titolo del primo racconto, che si riferisce al muro usato per le fucilazioni dei prigionieri e rappresenta quindi l'inevitabilità della morte. Siamo nella Spagna della guerra civile e di Francisco Franco, tre prigionieri aspettano la mattina seguente per essere giustiziati e le loro posizioni morali vengono ad intrecciarsi. 

Il secondo racconto si intitola "La camera" e narra la storia di una donna sposata con un uomo divenuto pazzo. Nonostante i suoi familiari la esortino ad abbandonare il marito, la donna continua a stargli accanto e a prendersi cura di lui, come se fosse impossibilitata ad uscire da quella situazione.

La terza novella, intitolata "Erostrato", racconta la decisione di un misantropo di scolpire il suo nome nella storia attraverso un pluriomicidio. La pistola, arma con la quale il protagonista meditava di compiere il delitto, dà una sensazione di superiorità all'uomo rispetto ai suoi pari.
Il breve estratto che segue descrive bene questo senso di potere:
«Quando scendevo in istrada mi sentivo nel corpo una strana potenza. Avevo su di me la rivoltella, questa cosa che esplode e fa rumore. Ma non era più da lei che traevo la mia baldanza, era da me stesso: ero un essere della specie delle pistole, dei petardi e delle bombe».
Possiamo considerare questo racconto di Sartre una sorta di rivisitazione in chiave moderna della vicenda riguardante Erostrato, pastore greco che, pur di rimanere nella storia, nel 356 a.C. incendiò e distrusse il tempio di Artemide, una delle sette meraviglie del mondo antico.

Arriviamo così a "Intimità", quarto racconto che narra la storia di Lulù, insoddisfatta dal marito impotente ma spaventata dall'amore carnale. Rimane quindi intrappolata nelle sue contraddizioni, incapace di scegliere tra l'amore puro, rappresentato dal marito Enrico, e l'amore fisico (definito sporco), incarnato dall'aitante Piero.

Infine, quinto e ultimo racconto, "Infanzia di un capo" descrive la crescita di un ragazzo, Lucien, e il suo sogno di ereditare la fabbrica del padre e divenire così il capo dei suoi operai. Lucien cerca la sua identità facendo nuove esperienze, passando dalla psicanalisi freudiana ad avere un incontro sessuale con un poeta molto più grande di lui, fino ad arrivare alla militanza in una organizzazione fascista che lo porterà anche ad uccidere. 

"Il muro" è un libro assolutamente consigliabile, scritto in un linguaggio comprensibile, intenso, inquietante e capace di mostrare a fondo l'interiorità dei protagonisti, accomunati dall'essere intrappolati in una rete, di fronte ad un muro che impedisce loro ogni possibilità di riscatto e rivincita. Jean-Paul Sartre con questo libro si conferma non soltanto un grande scrittore ma anche un fine conoscitore degli angoli più bui della psiche umana.

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