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giovedì 10 aprile 2014

Firenze punta sulla Cultura

Quattro elementi che testimoniano come Firenze sia in controtendenza rispetto ad altre zone del nostro paese per quanto riguarda l'investimento sulla Cultura, sullo Spettacolo, sull'Arte.

1_ TEATRO NICCOLINI
L'antico Teatro del Cocomero, rinominato poi Teatro Niccolini, vede la luce in fondo al tunnel. Grazie all'impegno e alla passione di Mauro Pagliai, editore di Polistampa, lo storico teatro situato in via Ricasoli, il prossimo anno riaprirà. A maggio, infatti, dovrebbero partire i cantieri che permetteranno al teatro di tornare in attività, in tempo per il centocinquantesimo anniversario di Firenze capitale.
Il Teatro Niccolini viene costruito nel lontano 1648 ed era praticamente coevo della Pergola. Fino alla fine dell'Ottocento, infatti, la Pergola era il teatro lirico, mentre il Niccolini faceva la prosa. Nel 1995, però, la crisi costringe l'antico teatro a chiudere i battenti. Fino ad ora. 
Nel progetto di Pagliai, c'è l'idea di costruire al piano terra dell'edificio un caffè letterario che potrà essere utilizzato anche da chi non dovesse trattenersi per lo spettacolo teatrale. Al primo piano, invece, una libreria con uno spazio dedicato alla presentazione di libri.
Quello del teatro Niccolini è un progetto importante e ambizioso che cerca di riqualificare un'area, il centro, e un'attività che piano piano stanno perdendo pezzi. 

2_ LA CASA TOSCANA DEL CINEMA
Il Teatro della Compagnia, situato in Via Cavour e progettato da Adolfo Natalini negli anni '80, è un edificio considerato una delle più importanti opere di architettura contemporanea e sta per rinascere in una nuova veste. Il progetto di ristrutturazione dell'edificio lo trasformerà nella Casa toscana del Cinema, spazio destinato ad ospitare un cinema, un teatro e moltissime attività culturali. 
Anche il Teatro della Compagnia, cosi come il sopra citato Teatro Niccolini, ha conosciuto anni difficili, passando dal fallimento del teatro regionale toscano alla gestione Cecchi Gori. Dopo il fallimento di quest'ultimo, lo spazio è stato chiuso e adoperato solo di rado.
La spesa totale del progetto di ristrutturazione e adeguamento supera il milione e duecento mila euro. Da contratto, i lavori dovranno terminare entro 300 giorni, quindi non oltre la fine dell'anno in corso. 

3_ "LA FIGURA DELLA FURIA". LA MOSTRA SU POLLOCK
In Italia non si era mai visto. Jackson Pollock, artista americano scomparso nel 1956, a soli 44 anni, è stato un genio dell'Arte, un rivoluzionario. Il suo action painting consiste nel dipingere con secchiate di colore, senza l'uso del pennello, della tavolozza, del cavalletto. Girando attorno alla tela.
Per la prima volta in Italia l'artista viene omaggiato con una mostra, composta da 16 opere, visitabile a Palazzo Vecchio dal 16 aprile al 27 luglio. Non è un caso che l'esposizione delle sue opere avvenga a Palazzo Vecchio. Proprio in uno dei simboli della nostra città, infatti, è custodita "Il genio della Vittoria", una delle opere più importanti e famose di Michelangelo Buonarroti. La scelta del luogo sembra voler creare un parallelo tra due artisti, indubbiamente diversi ma uguali nella genialità con la quale si approcciavano all'arte.
Di particolare interesse saranno sei importanti disegni prestati eccezionalmente dal Metropolitan Museum di New York e una serie di opere grafiche provenienti dalla Pollock Krasner Foundation.

4_ FORUM UNESCO SULLA CULTURA E SULLE INDUSTRIE CULTURALI A FIRENZE
Il vicesindaco Dario Nardella si è recato ieri a Parigi, nella sede dell'organizzazione delle Nazioni Unite, per discutere i dettagli dell'appuntamento che farà di Firenze il prossimo autunno per tre giorni la capitale mondiale della Cultura.
I precedenti appuntamenti si sono svolti a Monza ma Nardella, già da deputato Pd, sostenne con forza alla Camera l'idea di portare il forum a Firenze. Per l'organizzazione dell'evento sono stati stanziati quattrocentomila euro. Un appuntamento che ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, sottolinea l'importanza che la nostra città dà alla Cultura. Un appuntamento che Firenze non può fallire.

venerdì 21 febbraio 2014

Al Teatro della Pergola: "NON E' VERO MA CI CREDO"

In questi giorni al Teatro della Pergola di Firenze si sta tenendo uno spettacolo da non perdere. In scena, sotto la regia di Michele Mirabella, c'è la commedia di Peppino De Filippo "Non è vero ma ci credo".
Sebastiano Lo Monaco e Lelia Mangano De Filippo
L'ultima interpretazione alla Pergola di Peppino De Filippo fu nel 1978 proprio con la commedia sopra citata, considerata il suo capolavoro comico. "Non è vero ma ci credo" andò in scena nel 1942 ed ottenne un cosi grande successo che a distanza di dieci anni fu deciso di farne un film, diretto da Grieco.
Sul palcoscenico accanto a Peppino nel 1978, due attori che ritroviamo ancora oggi: Lelia Mangano De Filippo, sua moglie nella vita e nella commedia, e Antonio De Rosa, nel ruolo di Alberto Sammaria. Oggi, il ruolo del protagonista è interpretato da Sebastiano Lo Monaco.

La storia, nota ai più, tratta le vicende del commendatore Gervasio Savastano, il quale ritiene essere perseguitato dalla sfortuna. L'intera opera ruota attorno al concetto di superstizione. 
Gli affari del commendatore non vanno bene e la colpa ricade su un suo impiegato, Belisario, accusato di portare iella. Anche in famiglia ci sono dei problemi, in quanto l'unica figlia del protagonista è innamorata di un giovane impiegato non ritenuto da Gervasio alla sua altezza.
Le cose prendono un'altra piega nel momento in cui in azienda arriva un giovanotto, Alberto Sammaria, che viene fatto diventare amuleto portafortuna del commendatore. Il giovane ha una caratteristica fisica che non lascia molti dubbi nella mente di Gervasio: la gobba.
Gli affari riprendono a gonfie vele, la ruota della fortuna sembra girare finalmente dalla parte del protagonista, finché Sammaria non confessa di essere innamorato di Rosina, la figlia del commendatore. Lo Monaco allora si trova di fronte ad un bivio: convincere la figlia a sposare il fortunato impiegato oppure dire addio alla presenza del giovane gobbo e perdere cosi i benefici da questa derivanti?

Dopo un'iniziale opposizione di Rosina, Gervasio riesce a convincere la figlia ad accettare Alberto e i due convolano a nozze. I giorni che precedono il matrimonio non sono tranquilli per il commendatore: strani ed inquietanti sogni disturbano le notti del protagonista, con l'incubo di avere nipotini ereditari del difetto fisico di Sammaria.
Il commendatore allora è sul punto di annullare le nozze quando scopre, con sua e nostra sorpresa, che è stato raggirato...

Lo spettacolo è messo molto bene in scena da Mirabella, gli attori sono bravi e l'atmosfera del Teatro fiorentino gioca un ruolo importante nel far assaporare ancor di più al pubblico la bellezza di questa forma d'arte. Da sottolineare che la differenza la fa un grande Sebastiano Lo Monaco, capace di far ridere e sorridere in ogni momento, con le sue movenze e convinzioni, con il suo dialetto e le sue stravaganze. Davvero un artista a tutto tondo, in grado di attrarre a sé l'attenzione del pubblico dall'inizio alla fine.
"Non è vero ma ci credo" andrà in scena fino a domenica 23 febbraio, consiglio a tutti i fiorentini appassionati di teatro di non perdersi questo bello spettacolo.